Cappella di Chatel-Argent

La cappella di Chatel-Argent dopo l'intervento di restauro

Viste le problematiche precedentemente descritte e dopo una serie di verifiche, l’intervento di restauro conservativo ha comportato una sequenza di fasi predefinite e concordate con i Tecnici della Sovrintendenza:

  1. Pulitura
  2. Riadesione intonaci
  3. Trattamento biocida
  4. Consolidamento
  5. Rinzaffi e ricostruzioni
  6. Finiture
  7. Protettivo

Vai all'oggetto interattivo

 

La cappella di Chatel-Argent prima dell'intervento di restauro

L’abbandono nei secoli della cappella ha comportato una inevitabile situazione di progressivo degrado che ha compromesso l’insieme del complesso monumentale.

Di fatto gran parte degli intonaci esterni del monumento sono andati completamente perduti nel tempo, soprattutto nelle parti superiori e nelle parti inferiori, così come la fascia intermedia è pervenuta ai giorni nostri in un pessimo stato di conservazione.

L’origine dei danni è riconducibile a gravi problemi di infiltrazioni di acqua dovuti essenzialmente a due fattori precisi: nella parte superiore, il crollo della copertura originale ha esposto di fatto le murature e gli intonaci alle acque meteoriche, mentre nella parte inferiore i problemi di defluizione delle acque hanno creato fenomeni di risalita capillare, creando di conseguenza in entrambi i casi delle gravi problematiche dovute dalle fasi di gelo/disgelo.

I fattori di degrado sopraindicati, congiuntamente all’inevitabile caduta di elementi nel tempo, hanno alterato la lettura d’insieme degli elementi decorativi in rilievo presenti nelle facciate e nell’abside, i cui dettagli stilistici sono essenziali per la collocazione storica del monumento .

Gli intonaci originali superstiti, in avanzato stato di degrado, si presentavano molto deteriorati a causa della completa esposizione agli agenti atmosferici. Di fatto, in molte zone, erano completamente fessurati, decoesi e in fase di distacco.

Il loro strato superficiale presentava inoltre un grave problema di erosione da dilavamento e di attacco biologico da muschi e licheni, che ne avevano modificato anche l’aspetto cromatico, creando una serie di grosse macchie nere.

 

Vai all'oggetto interattivo

 

Scheda di sintesi Cappella di Chatel-Argent

cappella di chatel-argent prima cappella di chatel-argent dopo

Nome oggetto

Cappella di Chatel-Argent

Breve descrizione

Sul fronte est dell'area fortificata di Chatel-Argent si trova una piccola chiesa castellana dedicata a Santa Colomba in stile romanico che si ritiene costruita tra verso il 1050-70. La chiesa ha un aspetto alquanto arcaico: la facciata presenta tre specchiature verticali coronate da archetti degradanti; l'abside che sporge otre la cinta muraria, è ornata da lesene e archetti pensili in cotto.

Collocazione

Chatel-Argent è un antico castello, oggi diroccato, che si erge su un terrazzo roccioso a picco sulla Dora Baltea nel comune di Villeneuve, in Valle d'Aosta.

Cenno storico

Il cocuzzolo roccioso sul quale si ergono i ruderi del castello era già occupato in epoca preistorica (lo confermerebbe il ritrovamento di una stele antropomorfa protostorica), e successivamente fu occupato in epoca salassica e poi romana da una fortificazione posta a guardia della valle.

Secondo alcuni studiosi il nome sarebbe dovuto al fatto che questo castello fu sede di una zecca ("argent" in francese significa "denaro"). Indagini più recenti confermano che il toponimo Castrum Argenteum fosse già in uso intorno al 1175.

I ruderi del castello oggi visibili risalgono al XIII secolo, più precisamente la costruzione del castello daterebbe 1275 ad opera dell'architetto del conte Pietro II, James of Saint Georges. Diversamente dagli altri castelli valdostani, Châtel-Argent fu sempre sotto la giurisdizione di Casa Savoia, anche se la baronia di Châtel-Argent ebbe numerosi signori: i Bard, gli Challant, i Roncas, e altri.

Condizioni

L’abbandono nei secoli della cappella ha comportato una inevitabile situazione di progressivo degrado che ha compromesso l’insieme del complesso monumentale.

Di fatto gran parte degli intonaci esterni del monumento sono andati completamente perduti nel tempo, soprattutto nelle parti superiori e nelle parti inferiori, così come la fascia intermedia è pervenuta ai giorni nostri in un pessimo stato di conservazione.

L’origine dei danni è riconducibile a gravi problemi di infiltrazioni di acqua dovuti essenzialmente a due fattori precisi: nella parte superiore, il crollo della copertura originale ha esposto di fatto le murature e gli intonaci alle acque meteoriche, mentre nella parte inferiore i problemi di defluizione delle acque hanno creato fenomeni di risalita capillare, creando di conseguenza in entrambi i casi delle gravi problematiche dovute dalle fasi di gelo/disgelo.

I fattori di degrado sopraindicati, congiuntamente all’inevitabile caduta di elementi nel tempo, hanno alterato la lettura d’insieme degli elementi decorativi in rilievo presenti nelle facciate e nell’abside, i cui dettagli stilistici sono essenziali per la collocazione storica del monumento .

Gli intonaci originali superstiti, in avanzato stato di degrado, si presentavano molto deteriorati a causa della completa esposizione agli agenti atmosferici. Di fatto, in molte zone, erano completamente fessurati, decoesi e in fase di distacco.

Il loro strato superficiale presentava inoltre un grave problema di erosione da dilavamento e di attacco biologico da muschi e licheni, che ne avevano modificato anche l’aspetto cromatico, creando una serie di grosse macchie nere.

Fruibilità

Il Castello è visitabile e gestito dalla Fondation Grand Paradis, che organizza visite guidate al rudere e lungo un itinerario detto "Vivre Châtel-Argent". Esso è diventato anche luogo di suggestive manifestazioni in costume in occasione del "Festival del Medioevo" di Villeneuve.

 

 

Certificazioni

SOA Bentley

ISO 9001 QS


Privacy Policy
Copyright © 2017 Conservazione e Restauro S.a.s. di di Carlo Carlo Giuseppe & C. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.